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Perché di carta?

Mi è sempre piaciuto scrivere racconti, ma sono sempre stati pubblicati su iBook Store dai miei genitori.
Il Controllore Del Tempo è stato il primo e per ora unico libro che ho scritto e che è stato pubblicato su carta da una casa editrice (Spazio Interiore).
Volevo che fosse stampato su carta perché tenere in mano un libro “vero”, da sfogliare e da annusare… che sensazione…

L’odore dei libri è buonissimo!
Il motivo di questo odore, soprattutto dei volumi un pò più vecchi, con le pagine ingiallite, ricorda un po’ la vaniglia ed è dovuto alla lignina in esso contenuta (soprattutto se la carta utilizzata è di origine totalmente vegetale, quindi più usata a quei tempi), una sostanza molto vicina per caratteristiche olfattive alla vanillina.

Tenere in mano un libro, mi dà una sensazione rassicurante, è come portare un alleato con me, sfogliarne le pagine, poter rivivere certi momenti… è come un amico immaginario, che solo tu puoi vedere e quando il libro viene pubblicato, il tuo libro, è come condividere con il mondo i ricordi che hai con il tuo amico e raccontare le vostre avventure!

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Vi piacerebbe una libreria così?

A me piacerebbe moltissimo, certo non saprei dove metterla, ci vorrebbe una casa adeguata, ma queste sono quelle stanze fantastiche dove ad esempio sposti qualcosa e ti ritrovi un posto tranquillo, un angolo dove rilassarsi e leggere…
Io immagino un bell’armadio grande e alto con le ante a fisarmonica, che quindi, quando vengono aperte si allungano e creano due pareti da posizionare con la forma preferita: aperte, chiuse, storte, dritte, allargate o strette …
All’interno dell’armadio una grande libreria, anzi, biblioteca di legno scuro, talmente alta che per arrivare ai ripiani più sù c’è bisogno di una scala. Una scala di legno, infatti si trova in uno strettissimo spazio al lato della libreria, in modo da tirarla fuori solo in caso di necessità. Da un’anta di una delle due pareti a fisarmonica si estraggono un piccolo panchetto ricoperto di una stoffa colorata e un tappeto confortevole per poter leggere in tranquillità e comodità. Al centro ci vorrei un caminetto con un bel fuoco scoppiettante, perché leggere al calduccio è proprio fantastico, il calore e lo scoppiettio del fuoco e magari anche l’odore delle resine bruciate ti avvolgono e ti aiutano ad entrare nel mondo della fantasia.
Tornando con i piedi per terra bisognerebbe stare molto attenti perché il fuoco un mondo di legno e carta… può essere pericoloso.
Forse, ho una soluzione. Il caminetto di pietra grezza, dovrebbe avere un parafiamma in ferro battuto con l’immagine di Sim e Metronomo che volano insieme verso… chissà dove!?!
Con le pareti chiuse, le fiamme proietterebbero su di esse la sagoma dei nostri eroi! E noi potremmo provare ad inseguirli, ovunque stiano andando.

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Un evento reale

Mi è stato chiesto:” C’è un evento reale a cui ti sei ispirata durante la scrittura del libro?”.
Lì per lì non mi è venuto in mente niente, ma poi pensandoci bene, c’è stato un episodio importante, che mi ha molto colpita e in qualche modo è stato fonte di ispirazione per quella parte in cui Male e Guerra imbrogliano Religione…
Mi sono ricordata di quando c’è stato l’attentato a Parigi e il padre di un mio amico si trovava lì per lavoro e non si sapeva se avrebbe potuto riprendere l’aereo per tornare in Italia o se sarebbe rimasto bloccato dalle misure di sicurezza. Mi è tornato in mente che si parlava di terrorismo e anche l’ansia e la sensazione di paura che avevo provato per questi episodi che, per via delle differenze religiose, si stanno ripetendo un po’ troppo spesso. Questo fatto mi ha sicuramente colpita al punto da entrare a far parte della mia storia, di quella di Metronomo e di quella di Sim… oltre a quella di tutti noi.

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Un piccolo grande eroe

Avete notato che è Metronomo; piccolo, grassottello, occhialuto, insomma non molto forte e affascinante; ad avere il grande e unico potere di controllare il tempo?
All’inizio potrebbe sembrare un personaggio poco interessante o poco importante, al massimo simpatico e pacioccone, ama la sua vita così com’è, con la sua routine e la sua quiete, poi succede qualcosa di inatteso che lo mette a dura prova e lui cosa fa? Come se la cava? Diventa semplicemente un eroe!!! Il più piccolo di noi, può fare la differenza, come mi è già capitato di dire. Metronomo riesce a compiere grandi imprese senza avere particolari doti se non onestà, lealtà e costanza … diciamo che le grandi doti in realtà le ha eccome! Solo che magari non si vedono, non sono splendidi occhi azzurri, non sono grandi ricchezze, non sono poteri magici, ma qualcosa che ognuno di noi può avere, coltivare, almeno a me, fa pensare ad una cosa molto importante, una cosa a cui non tutti pensano, il bullismo ad esempio, solitamente viene preso in giro quello più piccolo o il più debole, i bulli però non pensano che esso possa essere comunque molto intelligente o abile, anche più di loro, ognuno ha sia doti sia difetti, possono essere ben visibili o ancora nascoste, ma questo non vuol dire che non ci siano.
Tutti sbagliano, nessuno è perfetto, l’errore è amico, cerchiamo di non dimenticarlo mai!

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Draghi leggendari

I draghi compaiono praticamente in tutte le culture, visti come incarnazione del demonio nella tradizione medievale, sono invece considerati simbolo di grande saggezza in quella orientale tanto che i cinesi ritenevano che alla sua morte un imperatore volasse in cielo sotto forma di drago. Qui da noi la leggenda più nota è quella di San Giorgio il cui miracolo più celebre fu quello dell’uccisione del drago. Ecco come viene riportato l’episodio nella Legenda Aurea di Jacopo da Varagine : per tenere lontano un mostro che infesta la città libica di Selem, gli abitanti estraggono a sorte giovani da dargli in pasto; quando il sacrificio tocca alla figlia del re, passa da quelle parti Giorgio, un giovane cavaliere, che tranquillizza la principessa e neutralizza il drago; quindi invita la principessa a legare la sua cinta al mostro, ora mansueto, per condurlo in città; di fronte al miracolo, il re e l’intera popolazione si convertono; e il drago viene ucciso.

C’è poi la leggenda di San Giulio, che sconfisse un drago che viveva nel lago d’Orta terrorizzando le popolazioni vicine, a raccontare questa storia fantastica, sono le suore che vivono nel convento in cui è custodito qualcosa di incredibile, la prova concreta che la leggenda sia vera, una vertebra di drago!
La vertebra è sospesa al centro della sacrestia e le sue dimensioni sono enormi. Effettivamente si tratta di un osso ritrovato nei pressi dell’isola, nulla ci può assicurare che sia appartenuta a un drago, ma potrebbe essere un residuo dello scheletro di qualche dinosauro acquatico. In ogni caso, grazie alla vertebra, la storia di San Giulio si fa sicuramente più credibile e affascina tutti coloro i quali ne vengono a conoscenza.

Non possiamo sorprenderci direi se i draghi non vogliono farsi vedere da noi! La loro saggezza li ha portati a scegliere di nascondersi perché pur essendo esseri potenti verrebbero sopraffatti dalla crudeltà e dal numero nettamente superiore degli uomini.

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Il Drago di Atessa

Come dicevo sono abruzzese, e l’Abruzzo fino a qualche decennio fa era un ottimo posto per un drago, poco abitato, ricco di boschi, montagne e paludi in cui nascondersi. Secondo una leggenda, Atessa, un comune in provincia di Chieti, era in principio formata dall’unione di due città Ate e Tixa, separate da una valle paludosa nella quale abitava un temutissimo drago. Per le due cittadine era quindi quasi impossibile incontrarsi o unirsi.
Al di sotto di questa valle c’erano anche due fiumi: l’Osente e il Pianello (chiamati oggi Sangro e Osento), che costituivano un habitat paludoso e malsano, particolarmente ideale per il drago di questa leggenda. Per diverso tempo la situazione rimase la stessa, finché non arrivò da Brindisi il Vescovo di Leucio che aveva già scacciato un drago nella sua città.
Da esperto quale era, il vescovo si recò nella tana del drago, lo nutrì per tre giorni e quando era ormai sazio lo incatenò poi dopo sette giorni lo uccise. Conservò il suo sangue che fu usato dal popolo come pozione curativa. La valle fu dunque libera e le due città riuscirono finalmente a unirsi formando Atessa, il cui dolce tipico è un grande serpente o forse un Drago!

In ricordo del valoroso Vescovo di Leucio venne costruita una chiesa, l’attuale chiesa di San Leucio, nella quale si può ammirare quel che resta del famigerato drago: un’impressionante costola della lunghezza di due metri. Qualcuno in passato ha pensato che potesse essere di uno degli elefanti di Annibale, ma è chiaro che una costola di quelle dimensioni sia molto più grande di quella di un elefante. Potrebbe certo essere di un cetaceo preistorico, tesi che avvalorerebbe l’ipotesi della presenza di fondali marini in quella zona, ma… chi lo sa?

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Uova di drago.

Le uova di drago hanno sempre avuto un fascino particolare, grandi, belle, colorate, e molto resistenti, si dice che abbiano bisogno anche di migliaia di anni per potersi schiudere. Talmente resistenti da poter essere confuse con rocce, alcuni geodi per esempio sono davvero di origine minerale o hanno origine animale? Bisogna essere molto esperti per riconoscerle. Per alcune specie, in particolare, le uova sono rarissime dato che le femmine ne depongono uno solo ogni mille anni. I draghi sono molto gelosi delle loro uova e sia il maschio che la femmina se ne prendono cura e le proteggono con grande… ardore! 😁
Tremila anni in un uovo, migliaia di anni di vita, come potrebbero non essere saggi? Come può sorprenderci il fatto che siano detentori dei grandi segreti del mondo?
Si racconta che i cuccioli di drago emettano una melodia molto particolare quando l’uovo sta per schiudersi, una melodia che i genitori possono sentire da molto lontano. Che peccato che i draghi abbiano imparato ad avere paura dell’uomo. Per fortuna la loro saggezza gli fa riconoscere le persone che meritano la loro fiducia e si avvicinano solo quando una di quelle si trova sola e nascosta ad occhi indiscreti.

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Qual è il tuo personaggio preferito?

Il mio è Sim!
Sim forte e gentile… Sarà perché sono abruzzese!
Mi piace perché è simpatico e gentile, blu (che è il mio colore preferito) e perché è un drago.
Come quasi tutti i draghi anzi di più, Sim è molto intelligente, pur essendo molto grande riesce ad essere delicato, si tiene in disparte quando pensa di poter essere d’intralcio e propone le sue idee quando sa di poter essere d’aiuto. E’ una creatura possente con armi potenzialmente letali, ma che sa essere molto discreta. Così sono i draghi, altrimenti tutti li avremmo visti. Loro invece riescono a non farsi notare, volano oltre le nuvole (evitando gli aerei!), sgattaiolano nelle foreste, nuotano nelle profondità marine.
Voi li avete mai visti?
Io sì e ho sentito sbattere le loro ali nell’ululare del vento, li ho sentiti muoversi di soppiatto tra gli alberi nel sottobosco, li ho sentiti ruggire durante i temporali e sbuffare tra le onde del mare agitato, creature misteriose i draghi!

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Hai seguito un corso di scrittura creativa?

Hai seguito un corso di scrittura? E’ una domanda che mi hanno posto più volte e la mia risposta è stata sempre semplicemente NO, nessun corso. Ora vi spiego qualcosa di più su quello che è stato il processo di scrivere il mio libro, cioè come è stato per me. Penso che sia necessario un mix altamente sofisticato, è come una pozione in cui se manca un ingrediente o se ce n’è uno sbagliato … tutto diventa vano e l’efficacia è nulla o peggio ancora può esplodere se a farla è Seamus Finnigan (hahaha)….. A parer mio per scrivere un libro ci vogliono sì una bella idea, tanta fantasia e abbondante creatività, ma non bastano! Questi sono gli ingredienti divertenti della nostra “pozione” poi ci sono quelli più sgradevoli, che hanno magari un cattivo odore o sono difficili da procurare, come la costanza, la coerenza, il rileggere tutto tante volte, il non lasciar perdere dopo che per mesi il progetto è rimasto lì quasi dimenticato, l’autocritica! Quando ci si mette a scrivere e le idee vengono una di seguito all’altra si scivola rapidamente nel mondo che abbiamo creato, ma poi bisogna vedere se ci sono ripetizioni, incongruenze, se la frase è troppo lunga, se leggendo si capisce quello che volevamo dire, se il mondo che abbiamo immaginato lo abbiamo descritto abbastanza bene da far sì che gli altri possano “vedere” le stesse cose che abbiamo “visto” noi. E quindi bisogna rileggere e rileggere e a volte aggiungere, altre togliere… Anche i mezzi sono importanti, un’altra domanda che mi hanno fatto è se ho usato la penna e i fogli o il computer per scrivere…Ho usato l’iPad! Non riesco neanche ad immaginare quanto sarebbe stato più complicato scrivendo su carta, quanto tempo ci sarebbe voluto per riscrivere ogni volta tutto con le correzioni fatte, con i cambiamenti, con le aggiunte!!!!😱ci avrei messo una vita! Per non parlare del fatto che alla fine avrei comunque avrei dovuto scrivere in digitale per poterlo inviare alla casa editrice!

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Il tempo

Buongiorno a tutti! Oggi vorrei parlare del tempo (non il meteo, che oggi non è un granché) visto che è un argomento centrale nel mio libro. Credo che a tutti piacerebbe poter controllare il tempo, rimettere a posto qualcosa di sbagliato… Forse , però , non è la cosa giusta, o almeno non sempre e non per tutti. Un episodio recente mi ha fatto molto riflettere su questo, domenica 11 Novembre 2018 sono andata al Cinema Massimo per ascoltare Samantha Cristoforetti che presentava il suo nuovo libro , c’era una fila lunghissima e dopo un’ ora che eravamo in coda e stavamo per entrare ci hanno detto che erano finiti i posti e che non ci avrebbero fatti passare. Questa cosa è successa per una totale mancanza di organizzazione (non di spazio, non di TEMPO). Tornata a casa ho cercato su YouTube un evento simile a quello che volevo vedere e me lo sono guardata comodamente seduta in poltrona, certo non ho potuto fare domande, ma è stato comunque molto interessante (anche perché ho potuto vedere quanto a Torino l’organizzazione fosse stata molto, molto superiore) . Mi ha colpita una parte in cui Samantha ha raccontato di come era diventata astronauta, o meglio come era stata scelta per il programma sulla ISS, ha detto che durante un lancio per una precedente missione erano morte delle persone e questo ha ritardato la selezione a cui avrebbe partecipato lei, questo avvenimento le ha permesso di essere preparata e addestrata al 100% per essere scelta. Quindi, delle persone sono morte, ma così Samantha è potuta andare sulla stazione orbitante. Quello che va male per alcuni (molto male in questo caso) va bene per altri e quindi forse cambiare il tempo a proprio piacimento non sarebbe la cosa giusta perché restare imparziali, e anche capire quale sia la cosa giusta in senso assoluto non è per niente facile da fare. Metronomo, rimette solo a posto il tempo, ha un grande potere nelle sue mani, ma “da grandi poteri derivano grandi responsabilità” e lui responsabilmente non ne approfitta, si limita a rimettere a posto il tempo, che bizzarramente a volte fa dei balzi… Ma che cos’è il tempo? Una linea su cui scorre tutto? Una sostanza leggera e invisibile come l’aria? Una sensazione? Oggi gli scienziati non parlano più di spazio e di tempo, ma di spazio-tempo … lasciando intendere forse che un giorno saremo in grado di viaggiare anche nel tempo oltre che nello spazio? Come fa il Dottor Who? TiC TaC il tempo scorre e vi devo lasciare!